Ovuli resinosi, a tensione scultorea, che annunciano la gioia ed il dolore dell’alba esistenziale. Forma e contenuto si unificano nel dialogo spaziale di una installazione in colloquio visivo con l’osservatore, generato da un fervido connubio fra resina di superficie e struttura a rete metallica, in grado di coagulare le valenze di un’epidermide essudata, protettrice di inviolabile esistenza.
Le tessere musive, addossate in nuclei ermetici sparse in spazi d’attesa, inducono l’infinito poliedro dell’originario avvenimento della vita.